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Il tracciato della trincea si snoda lungo il crinale

La Valle dei Mocheni è stata interessata negli anni scorsi da un ambizioso progetto di ripristino, di restauro e di valorizzazione dei siti della Prima Guerra Mondiale. I primi soggetti a mettersi in movimento sono stati gli alpini della sezione di Fierozzo che già da anni erano impegnati a raccogliere fotografie e documentazioni sulla Grande Guerra nella Valle del Fersina. L'iniziativa si è poi gradualmente aperta ad altre associazioni ed istituzioni e ha rappresentato un bell'esempio di sinergia di forze e condivisione di obbiettivi e importanti risultati: via via sono quindi entrate in campo le Amministrazioni dei Comuni di Palù del Fersina, Fierozzo e Frassilongo, la Soprintendenza per i Beni architettonici della Provincia di Trento, gli architetti Giovanni e Roberto Pezzato che hanno coordinato il progetto, la ditta esecutrice dei lavori e un folto gruppo di volontari e sostenitori a vario titolo dell'iniziativa.

Dal progetto è scaturito una sorta di grande “museo a cielo aperto”, un itinerario della memoria della lunghezza di circa 20 km che solca tutto il crinale delle montagne della Valle dei Mocheni, partendo dal Monte Panarotta fino alla “Busa del Carl”: e la storia e la memoria si incontrano in un polo naturalistico di incomparabile rilievo, certamente fra i più genuini e incontaminati della nostra provincia.

Gli interventi di ripristino hanno interessato la linea della trincee e delle postazioni eseguita dalle compagnie e dai battaglioni Reutte II, Zillertal, Kaltern I e Meran II, dell'esercito Austroungarico, col coinvolgimento delle popolazioni della Valle dei Mocheni.

I lavori di ripristino sono stati svolti tra il 2005 e l'autunno del 2006 e si sono basati su mappe e documentazione dell'epoca, ma anche su fotografie in possesso di collezionisti e appassionati e su fonti orali tramandate di generazione in generazione. In alcuni casi il lavoro di recupero è consistito nella pulizia e riscoperta di manufatti seppelliti da terriccio e materiali di diversa natura; altre volte si è proceduto alla ricostruzione di baracche o di trincee di cui erano rimaste solo le fondamenta o pallide tracce; il tutto si è svolto mantenedosi fedeli ai materiali e alle metodologie costruttive usate in tempo di guerra. In questo senso, come ricordano gli architetti Pezzato nella scheda consultabile sul sito, “le murature, anche in considerazione della lunga durata delle elevazioni preesistenti, sono state trealizzate interamente a secco, senza l'uso di cementi o composti chimici”. In alcuni siti sono stati riproposti oggetti e materiali usati nelle fortificazioni della Grande Guerra, come ad esempio i sacchi di iuta pieni di terriccio che si ponevano come barriera al di sopra delle trincee. Non è stato invece possibile rirproporre le fitte barriere di filo spinato poste davanti alla linee di trincea perchè ciò avrebbe comportato pericoli per l'incolumità dei visitatori e degli animali che pascolano nella zona.

La zona interessata dal ripristino è stata suddivisa in tre grandi aree: l'area A corrisponde al territorio appartenente al comune di Frassilongo e parte dal Monte Panarotta per concludersi al Passo della Portela. L'area B appartiene al comune di Frassilongo e comprende il sentiero che parte dal Passo della Portela e raggiunge il Passo del Lago. L'area C interessa infine il comune di Palù del Fersina e parte da Passo del Lago e si conclude a Busa del Carl. I siti presenti nelle varie aree sono classificati dalla lettera della zona di appartenza seguiti da numerazione progressiva (per esempio A1, B8, C4 ecc.) e sono accompagnati da pannelli esplicativi, scritti in quattro lingue, che spiegano il contesto generale e la funzione specifica del manufatto in questione.

I punti di accesso ai siti storici di questo fantastico itinerario storico-naturalistico sono plurimi e partono dai comuni della Valle dei Mocheni interessati dal progetto (ma non solo). Nella sezione “Itinerari” del sito già sono state proposte alcune escursioni nell'area Valsugana-Lagorai: vedi in particolare l'escursione Panarotta-Monte Fravort e la “Forcella Sasso Rotto”. Una buona idea è partire proprio dall'inizio dell'Area A (Monte Panarotta) e cominciare così gradualmente ad orientarsi in questa vasta porzione di fronte; ma nulla impedisce di partire dal lato opposto, dai sentieri che partono da Palù del Fersina e dalla località Lenzi verso le bellissime cime del Ruioch o del Sette Selle.

PROGETTI DI RIPRISTINO:
Intervento di ripristino, valorizzazione e restauro dei siti della Prima guerra mondiale in valle dei Mocheni

 
 
Sul Monte Fravort
Trincea sotto il Monte Fravort
avamposto di trincea