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15. Museo della Grande Guerra 1914 - 1918 | Passo Fedaia
Dopo esserne stato geloso custode per quasi un secolo, il ghiacciaio della Marmolada, che negli ultimi anni ha subìto un forte regresso, ha restituito poco alla volta molte testimonianze della Grande Guerra e cimeli appartenuti ai combattenti austro-ungarici e italiani. A partire dall’ingresso in guerra dell’Italia, nel 1915, la Marmolada divenne il più alto campo di battaglia dell’intero fronte dolomitico e uno dei più alti di tutta la guerra.
Dal 2004 Andrea De Bernardin cura un’esposizione che raccoglie reperti della Grande Guerra raccolti direttamente sulla montagna o provenienti dalle case delle sottostanti vallate. La collezione è costituita da circa 700 pezzi: si va dal kit da cucito fornito in dotazione ad ogni soldato, alla piastrina di riconoscimento, dal bisturi delle infermerie da campo alle armi, tra le quali una mitragliatrice Schwarzlose ed una Maxim, un proietto da 30,5 cm sparato da un mortaio a Penia in val di Fassa, il telefono da campo, una macchina da scrivere “Erika” ancora funzionante, un periscopio da trinceae un’ampia esposizione di berretti. Sono stati ricostruiti alcuni ambienti di guerra.
Il tema della “guerra bianca” è evocato da materiali della dotazione personale. Nel Museo è esposta una perforatrice che, alimentata da un compressore ad aria e trasportata oltre i 3.000 metri, venne utilizzata per scavare gallerie, grotte e ricoveri nel ventre della montagna.
Attività e servizi
Nell’ampio bookshop è possibile acquistare centinaia di pubblicazioni, alcune delle quali edite direttamente da Andrea De Bernardin, gadget, videocassette e DVD.
All’interno del Museo vengono proiettati filmati d’epoca.
Il rifugio, raggiungibile in automobile, è punto di partenza per le escursioni sul ghiacciaio della Marmolada
Orari
durante la stagione estiva 10-12.30 e 14-17.30;
chiuso il martedì
Info
Passo Fedaia - Canazei
Tel. 0462 601181, 347 7972356
debernardin@libero.it
Andrea de Bernardin è il responsabile del Museo della Grande Guerra 1914-1918 di passo Fedaia.
Il ghiacciaio della Marmolada continua a rilasciare materiali della Prima guerra mondiale che poi vanno a confluire nella collezione del Museo?
Da tanti anni andiamo avanti, io e mio cugino, nella ricerca sistematica sul ghiacciaio. E la ricerca prosegue.
Qual è il pezzo contenuto nel museo di cui va più orgoglioso?
Senz’altro tutto ciò che proviene dal ghiacciaio perché, al di là del valore collezionistico ed economico, riveste un significato particolare. Magari è materiale non in buone condizioni ma riveste un’importanza storica superiore rispetto ad altri reperti, che pur abbiamo e arrivano da collezioni private o dalle case delle vallate sottostanti.
Quanti visitatori all’anno visitano il museo?
Mediamente 5000. Dipende molto dal tempo. Lavoro di più con il tempo incerto. Se è bello le presenze ovviamente calano, la gente sale in alta quota.
Sono più italiani o stranieri?
Per la maggioranza si tratta di italiani. Gli stranieri rappresentano comunque il 20-25% delle presenze.
State preparando qualcosa per il Centenario?
Ci stiamo pensando. Si potrebbe prevedere una pubblicazione, vediamo.
C’è qualcosa che le piacerebbe fare per il museo e che non è ancora riuscito a mettere in pratica?
Mi piacerebbe ampliarlo, con qualche stanza in più. Ce ne sarebbe bisogno. Ma il momento economico è difficile, anche per noi. Staremo a vedere in futuro.
Dopo la pausa invernale, quando riaprirà il museo?
A fine maggio.


