2. Museo della Guerra di Vermiglio

L’esposizione, allestita dal 2006 presso il Polo culturale di Vermiglio, presenta la collezione di re­perti e cimeli di Emilio Serra, recuperati sulle montagne della Valle di Sole. La mostra si apre con una grande carta geografica dell’Impero, predi­sposta nel 1909 dal Ministero della Pubblica Istruzione di Vienna, e prosegue con pannelli che illustrano il processo di co­struzione dei forti della Valle di Sole, le principali vicende belliche relative al fronte del Tonale, l’epopea dei pro­fughi della comunità di Vermiglio e il loro rientro nel paese devastato alla fine della guerra.
Nelle vetrine sono esposte armi, oggetti di uso quoti­diano, uniformi e utensili della dota­zione personale dei soldati, cimeli e decorazio­ni. Sci, ramponi da ghiaccio, racchette da neve e sovrascarpe in paglia per le vedette testimoniano la durezza della vita quotidiana alle alte quote. Tra i re­perti più significativi spiccano alcune protesi per mutilati. Sulla piattaforma posta al centro della sala sono disposti numerosi proietti di artiglieria di vario calibro, italiani, austro-ungarici e tedeschi.

Attività e servizi
Il Museo dispone di una saletta per proiezioni, che può anche ospitare at­tività didattiche.
A fianco del Museo è situata la Biblio­teca Comunale ove è possibile consul­tare testi, documenti e foto relative agli eventi del primo conflitto mon­diale che hanno interessato il territo­rio di Vermiglio e le zone circostanti.
Il Polo culturale dispone di una sala per convegni e conferenze, con 180 posti a sedere.
Su richiesta il Museo organizza visi­te guidate a Forte Strino e agli altri forti della zona (Forte Zaccarana o Tonale, Forte Mero, Forte Pozzi Alti o Pre­sanella).

Orari
gennaio, febbraio, marzo, giugno e dicembre da lunedì a sabato 9-12 e 15-18;
luglio-agosto tutti i giorni 9-12 e 15-18;
in altri periodi da lunedì a venerdì 9-12 e 15-18

Info
Vermiglio, via di Borgonuovo 15
Tel. 0463 758200 Ufficio Turistico Vermiglio
www.associazionestoriaememoria.it
www.vermigliovacanze.it

 


Colloquio con il Presidente dell’Associazione storia e memoria Marcello Serra

22 ottobre 2012

L’Associazione storia e memoria coordina, in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale, l’attività del Museo della guerra di Vermiglio. Museo nato grazie ad una convenzione tra il Comune e gli eredi di Emilio Serra, uno dei personaggi più noti della Vermiglio dell’ultimo mezzo secolo, infaticabile “recuperante”, artificiere e sommozzatore, albergatore, che raccolse sui monti che sovrastano il paese una grande quantità di materiale bellico risalente alla Prima guerra mondiale. Una accurata selezione di questo materiale è esposta al museo. Un vero e proprio Polo che comprende anche i Forti Strino, Tonale, Mero e Pozzi Alti. Presidente dell’Associazione storia e memoria è Marcello Serra.

Presidente, finora, quest’anno, quanti visitatori sono entrati al museo?
Finora circa 4000 e 6500 a Forte Strino. In flessione rispetto all’anno scorso, ma di poco. Lavoriamo bene anche con le scuole. Diverse scolaresche, dalle elementari alle superiori, arrivano pure da fuori provincia.

Di dove sono i visitatori?
Si tratta perlopiù di turisti che arrivano dalle regioni vicine. Quindi, da Veneto e Lombardia. Però visitano il museo anche turisti che provengono da regioni più lontane.

Quanti “pezzi” sono esposti nel museo?
Tra i 500 e i 600. Si tratta di una selezione tra tutto il materiale raccolto da Emilio Serra. Sono “pezzi” che difficilmente si possono dimenticare, che colpiscono il visitatore.

Quali gli esempi più significativi?
Penso alla piccola tabacchiera o alla pipa del soldato o ai contenitori termici che servivano per raccogliere e portare il rancio. Sono oggetti di uso personale che ti fanno sentire vicino a quei soldati ragazzi che hanno combattuto sulle nostre montagne. Ma poi ci sono delle ogive, dei proiettili, che venivano sparati dagli italiani, posizionati in val Camonica, contro le postazioni austro-ungariche.

La collezione di Emilio Serra viene arricchita da altri “pezzi” che eventualmente vengono ritrovati ancora in alta quota?
La nostra idea di fondo è quella di non alterare l’impostazione del museo. Quindi, ci comportiamo di conseguenza. A meno che non siano ritrovati, magari a causa dello scioglimento dei ghiacciai, oggetti di tale rilevanza che vale la pena inserire nella collezione.

C’è qualche aspetto legato al museo che le sta particolarmente a cuore?
Senz’altro la conclusione, prevista il prossimo anno, del  progetto Leader che come associazione abbiamo presentato in Provincia e ci è stato finanziato. Si tratta dell’individuazione di tutte le zone del fronte del Tonale presidiate dai soldati austro-ungarici (casermette, baraccamenti, posti di guardia) rendendole agibili e raggiungibili attraverso una sentieristica adeguata con cartelli e tabelle esplicative a sfondo storico. Mappatura, sentieristica e spiegazioni saranno poi riportate in una cartina da distribuire a chi è interessato a raggiungere questi luoghi.