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Forte Cima campo

IL RECUPERO ARCHITETTONICO
Werk Lusern fu fortemente danneggiato durante i primissimi giorni di guerra, bersagliato incessantemente dalle artiglierie pesanti italiane che misero la guarnigione del Forte in grave difficoltà. La situazione si risollevò con l’arrivo di batterie austriache di grossissimo calibro che vennero collocate tra la piana di Vezzena e Luserna che diedero al forte la copertura di fuoco necessaria a riparare almeno in parte i danni subiti. Con l’avanzata della primavera 1916 e lo spostamento del fronte il Forte non venne più coinvolto direttamente nei combattimenti fino alla fine della guerra. I decenni immediatamente seguenti lo videro però oggetto dell’opera dei recuperanti, prima con la sottrazione di materiali costruttivi riutilizzati per altri scopi e poi con lo smantellamento di tutte le parti ferrose, comprese le imponenti cupole corazzate.
Da allora il forte, che si trova in una posizione esposta alle intemperie e a numerosi cicli di gelo e disgelo, è rimasto allo stato di rovina fino al 2005, quando per volontà dell’amministrazione comunale di allora e col finanziamento della Soprintendenza ai Beni Architettonici della Provincia di Trento, è stato realizzato un primo progetto di recupero che ha rimosso l’ingente quantità di macerie che ostruiva i fossati di gola e gran parte degli ambienti superstiti all’interno della struttura. Gli alloggiamenti che ospitavano le cupole sono stati protetti con delle strutture leggere in acciaio e il relativo corridoio di collegamento è stato reso percorribile.
Dal 2005 però il degrado della struttura non si è arrestato e per questo è stato pianificato un intervento importante di conservazione che dopo una lunga gestazione prenderà avvio durante la primavera 2013 per concludersi nel 2015. Il progetto, affidato all’architetto Tomaselli, prevede la riproposizione dell’originaria volumetria esterna del forte tramite una struttura in lamiera di acciaio che si imposterà direttamente sulle parti superstiti. In sostanza, la copertura andrà a ridisegnare, sulla facciata, il secondo piano, completamente distrutto, e a proteggere il corridoio di collegamento delle cupole e quello che era il deposito munizioni.
Collegato al forte da una scala sotterranea faceva parte del forte un lungo tunnel scavato nelle profondità della montagna che riemergeva poi al livello del terreno dopo oltre 150 metri. Il tunnel, costruito probabilmente a conflitto già iniziato e crollato in diversi punti, è oggi completamente ostruito dalle macerie tra le quali sono visibili anche i resti di baracche in legno che in quello stretto corridoio erano state predisposte per poter ospitare una guarnigione aggiuntiva.
Il recupero e la messa in sicurezza del tunnel non sono di facile realizzazione e non rientrano nel progetto che sta per prendere avvio, ma sono allo studio delle soluzioni “ a finestra” che rendano visibile dall’alto alcuni punti del tunnel.

IL PERCORSO DI VISITA
Una nuova tranche del progetto, voluta dall’attuale amministrazione comunale, è la progettazione di un percorso di visita allestito all’interno del forte, che permetta ai visitatori, in visita libera o guidata, di reperire informazioni sulla struttura e la sua storia ma soprattutto di condividere a livello emozionale le storie che essa racchiude. L’allestimento, affidato all’architetto Simini, riprenderà i temi legati alla vita del forte strettamente collegati alle vicende degli abitanti di Luserna (la costruzione, la partenza dal paese dei profughi, il dopoguerra, i recuperanti) attraverso una serie di percorsi possibili all’interno della struttura, indipendenti ma intrecciati fra loro, con contenuti differenziati in base al pubblico cui si rivolgono.
In concreto, per non appesantire una struttura che ha già molto da raccontare e per renderla nuovamente “abitata”, si prevede di collocare negli ambienti interni una serie di sagome a grandezza naturale col profilo di soldati austro-ungarici o italiani e di civili, sulle quali verranno apposte delle schede in doppia lingua che sviluppano in modo semplice e immediato i temi prescelti.
Dove sarà possibile verranno collocate delle teche con oggetti relativi alla vita del forte; a completare il percorso emozionale anche dei contenuti sonori. Parte dell’allestimento prevedrà il coinvolgimento del pubblico, specialmente quello più giovane, per rintracciare particolari e dettagli significativi nella struttura.
Ancora in fase di progetto è l’estensione dell’allestimento anche al sentiero che conduce dal paese di Luserna al Forte, con la creazione di un percorso della memoria che all’andata racconti le vicende immediatamente precedenti allo scoppio del conflitto (come l’impiego della manodopera femminile nella costruzione del forte o l’incendio che colpì il paese nel 1911) e al ritorno proponga riflessioni sulle conseguenze della guerra e sul suo significato.
La gestione della struttura, dopo il recupero, sarà affidata al Centro Documentazione Luserna che detiene la concessione in comodato d’uso del Forte. Verrà formato del personale specifico per accompagnare gruppi e scolaresche nella visita, in sinergia con chi già opera sul territorio.

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