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Sacrario Resia | entrata superiore

Sacrario militare di Passo di Resia
Il Sacrario di Passo Resia è stato costruito nel 1939 ed è il risultato del lavoro dell’architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni.
Nell’ossario sono raccolti i resti di 312 caduti di cui 9 ignoti, provenienti dai cimiteri militari dismessi di 10 località dell’alta Val d’Adige.
Il Sacrario è costituito da un torrione in porfido, a base circolare, che si innalza su un basamento cilindrico in pietre grezze; sulle pareti del torrione, sia internamente che esternamente, sono ricavati i loculi dove riposano i resti dei caduti. Tre aperture lo collegano alle scalinate che provengono dallo spazio esterno.
Il Sacrario si trova a circa due chilometri a nord di Malles, vicino al paese di Burgusio. Avvicinandosi in auto si notano delle costruzioni in calcestruzzo, a volte seminascoste dalla vegetazione: sono i bunker dello “Sbarramento Malles-Glorenza”, opera militare, realizzata negli anni 1939-1940.

Sacrario militare dello Stelvio

Collocato lungo la valle del Braulio a 2.320 m e realizzato nel 1932 da Pietro del Fabbro, il sacrario ha l’aspetto di un arco trionfale romano; contiene le salme di 64 caduti italiani .
Il monumento, costruito con pietre rettangolari recuperate probabilmente nelle cave della zona, ha la struttura di un arco di trionfo; nelle pareti interne sono disposti i loculi contenenti le salme dei militari caduti. I caduti provengono dai dismessi cimiteri di guerra di Spondigna (Val Venosta) e da quello di S. Ranieri, antistante al Sacrario in questione.
Il Sacrario dello Stelvio si configura come opera laica; lo conferma l’assenza di simboli religiosi e la presenza di cippi con raffigurati due pugnali, elemento tipico del rituale laico che si celebra nella sepoltura dei caduti di guerra.
Il Sacrario sorge però di fronte alla Chiesa di S. Ranieri, costruita nel 1830, e al dismesso cimitero militare di guerra: l’area è ottimamente conservata e curata grazie al lavoro di recupero e di ripristino, svolto nei primi anni ’80, dal gruppo alpini di Bormio.

Sacrario di San Candido
Il sacrario di San Candido è stato realizzato nel 1939 dall’architetto Giovanni Greppi e dallo scultore Giannino Castiglioni. Insieme a quello di Passo Resia, è l’ultimo sacrario realizzato in Italia per ricordare i caduti nel primo conflitto mondiale.
Nel sacrario sono raccolti 218 caduti italiani (di cui 14 ignoti) e 10 caduti dell’esercito austro-ungarico: caratteristica particolare di questo sacrario è che i caduti provengono da cimiteri anche molto lontani da San Candido, cioè da Bressanone, ma anche da San Zeno Montagna (paesino sulle pendici del Baldo veronese) e da Sagron Mis, nel Trentino orientale.
La struttura dell’edificio ha l’aspetto di un fortilizio romano circolare a due piani. Il basamento è in pietre grezze.
Nelle mura di porfido delle due torri sono ricavati i loculi dei caduti; nella parte posteriore del primo ripiano si trova una Cappella votiva, al cui interno si trovano un altare e le stazioni della via crucis sulle pareti. Nel piano superiore del Sacrario svetta una grande croce.

Sacrario di Colle Isarco
Il Sacrario di Colle Isarco, opera dell’architetto Giovanni Greppi con la collaborazione dello scultore Giovanni Castiglioni, è stato costruito nel 1937, presso la strada statale che conduce al Passo del Brennero, poco a nord dell’abitato di Vipiteno.
Il monumento è stato ricavato nella parete della montagna e conserva le salme di 97 caduti italiani provenienti dai cimiteri di Brennero, Fortezza, Mezzaselva, Varna e Vipiteno.
I loculi, con i resti dei caduti, sono disposti su tre righe della parete del monumento, costruita in calcestruzzo. La parete del monumento è in calcestruzzo e si presenta liscia e sobria. Le due rampe di accesso al sacrario, in pietra grezza, si incontrano in un piccolo spiazzo sul quale si innalza un altare ricavato in un blocco di granito con un’epigrafe patriottica.

 

 

 
 
Sacrario Resia | entrata inferiore
Sacrario Resia | interno
Sacrario Resia | loculi sulla parete esterna