3. Monumento alla Vittoria - Bolzano

Il monumento fu voluto direttamente da Mussolini nel febbraio del 1926 come risposta ai tentativi germanici di sollevare internazionalmente la questione della minoranza sudtirolese in Italia. Il significato politico dell’opera appare evidente fin dalla scelta del luogo, una piazza di Bolzano nella quale durante la guerra era stata prevista la realizzazione di un monumento alla vittoria tedesca. L’intestazione, inizialmente pensata a Battisti, diventò poi “alla Vittoria”, probabilmente per una diretta pressione dei parlamentari trentini.
Il monumento venne inaugurato il 12 luglio 1928. Realizzato su progetto dell’architetto Marcello Piacentini, il monumento ha l’aspetto di un arco trionfale romano caratterizzato da un ordine gigante di fasci littori.
All’interno sono ospitate le erme di Battisti, Filzi e Chiesa realizzate da Adolfo Wildt. Collaborarono anche gli artisti Libero Andreotti, Guido Cadorin, Pietro Canonica, Arturo Dazzi, Giovanni Prini.
Da parte tedesca si manifestò immediatamente un netto rifiuto verso il monumento, simbolo della forzata italianizzazione del Sudtirolo, esplicitato con il danneggiamento delle erme degli irredentisti l’8 settembre 1943 e con un attentato terroristico nel 1978.