Dal 1860 al 1914
Nella seconda metà dell’Ottocento la storia del Trentino fu fortemente segnata dalle conseguenze della terza guerra d’indipendenza italiana (1866), al termine della quale, con il Veneto annesso al Regno sabaudo, divenne terra di confine.
Da allora sino alla vigilia del primo conflitto mondiale, mentre in Trentino si inaspriva la lotta autonomista, i militari sollecitarono una capillare fortificazione del territorio. Il rifiuto dei progetti di autonomia da parte del governo provinciale di Innsbruck spinse la deputazione trentina a una lunga astensione dai lavori parlamentari.
Di fronte a questo atteggiamento di chiusura, alla minaccia del pangermanesimo, alle sempre più prepotenti misure repressive degli organi di polizia e dei militari, trovarono nuovo vigore le aspirazioni irredentiste di quanti auspicavano l’unificazione al Regno d'Italia dei territori di lingua italiana ancora soggetti al dominio asburgico.
La lotta per la difesa dell’identità nazionale ebbe come protagoniste le associazioni, tra cui la Società alpinisti tridentini (S.A.T.), la “Pro Patria”, la “Lega Nazionale”, la “Società degli studenti trentini”.
Negli stessi anni nacquero in Trentino i primi partiti politici: il partito liberale (1871), il socialista (1894), in cui militò Cesare Battisti; i cattolici diedero vita nel 1904 al Partito Popolare trentino (in cui si formò Alcide de Gasperi). Grazie alle leggi elettorali del 1882, 1896 e 1907 crebbe numericamente la rappresentanza trentina al Parlamento di Vienna. La regione soffrì le conseguenze economiche del distacco dal Veneto e l’imposizione di pesanti dazi sui generi di esportazione e di importazione, che provocarono una forte emigrazione, soprattutto verso l’America latina. Ciò nonostante negli ultimi decenni del secolo XIX si assistette alla modernizzazione delle città e delle infrastrutture. L’apertura della ferrovia della Valsugana nel 1896 e della tramvia elettrica Trento-Malè nel 1909 furono tra le realizzazioni più importanti del periodo. Sotto il podestà Paolo Oss-Mazzurana, Trento conobbe un periodo di espansione. Il potenziamento delle vie di comunicazione assieme all’inaugurazione di nuove strutture recettive favorirono lo sviluppo del turismo che fu però ostacolato dai militari che temevano attività di spionaggio.
Dal 1866 la regione fu progressivamente trasformata in una piazzaforte: negli anni ’80 dell’Ottocento Trento fu dichiarata città-fortezza e circondata da una cintura di forti. Furono potenziati gli sbarramenti di confine già esistenti e se ne aggiunsero di nuovi con funzioni non più soltanto di difesa, ma anche offensive.







