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Forte Campo

A partire dal 1907, in previsione di uno scontro militare con l’Italia sui confini meridionali dell’ Impero, il comando austriaco diede inizio ad una massiccia fortificazione degli Altipiani di Folgaria Lavarone e Luserna allo scopo di garantirsi uno spazio di manovra per le truppe destinate all'offensiva verso la pianura veneta. Tra Cima Vezzena ad est e Dosso delle Somme a sud-ovest, vennero costruite sette imponenti fortezze che tra il maggio e l’agosto 1915 impedirono di fatto i tentativi di sfondamento italiani e nel maggio dell’anno successivo permisero l’offensiva che fece arretrare la linea di difesa italiana fin sulle alture di Asiago.

Forte Cima Campo era uno dei forti austriaci più potenti e attrezzati dell’intero fronte e per la sua imponenza venne soprannominato “Padreterno” dai soldati italiani.
Progettista e direttore dei lavori fu l’ing. capitano dello Stato Maggiore del Genio Eduard Lakom.
Posto a quota 1549 metri sulla dorsale che collega la val D’Astico e la val Torra, di forma trapezoidale, corazzato nella roccia, era circondato da un fossato. Era formato da una casamatta principale lunga circa 60 metri (con alloggi, depositi ed officine) che si incontrava con un altro corpo di fabbrica in cui erano posti i locali per il combattimento ravvicinato.
Era armato con 4 obici da 10 cm M 09, 2 cannoni a tiro rapido da 8 cm M5, 2 cannoni a tiro rapido da 6 cm M 10 e 19 MG da 8 mm M 07/12.
Il forte aveva due avamposti: Viaz ad est e Oberwiesen ad ovest.

Nell’estate del 1915 subì un pesante bombardamento da parte dell'artiglieria italiana, a seguito del quale il comandante boemo Emanuel Nebesar, convinto di un prossimo e decisivo attacco italiano, fece issare bandiera bianca. La sospensione del fuoco e le bandiere bianche fecero però intervenire le batterie dei forti austriaci Verle e Belvedere che con i loro colpi tentarono di abbattere le bandiere bianche e disperdere l’eventuale assalto della fanteria italiana. Ripristinata la situazione con l'aiuto di volontari, il comandante Nebesar venne destituito e arrestato.

Negli ultimi anni il forte Luserna ha avuto importante restauro che ha restituito al manufatto la grandezza che l'ingegneria militare asburgica volle dargli.

Circuito dei forti
L'opera fa parte del Circuito dei forti e nel corso dell'estate 2017 ospiterà eventi del ciclo Sentinelle di pietra.

Come raggiungerlo
Da Luserna partendo da Piazza C. Battisti/Pill si possono seguire le indicazioni per il Sentiero della Grande Guerra "Dalle storie alla storia" (n°2). Si tratta di un sentiero tematico che attraverso ventotto sagome di metallo racconta altrettante brevi storie vere legate alle vicende che hanno coinvolto i civili e gli abitanti di Luserna-Lusérn durante il primo conflitto mondiale. Il sentiero porta a Forte Campo e successivamente all'avamposto Oberwiesen. A parte un piccolo strappo iniziale il sentiero è adatto a tutti e si completa in circa due ore.
In alternativa, da Piazza C. Battisti/Pill si seguono le indicazioni per il Rifugio Malga Campo (strada asfaltata e poi strada forestale). Da lì si raggiunge prima l'avamposto Oberwiesen e poi il caposaldo.
Altro punto di partenza, a circa due chilometri dal centro del paese sulla strada che congiune Luserna e Passo Vezzena, è Malga Millegrobbe - Centro Fondo Millegrobbe, dove si può parcheggiare l'automobile e proseguire poi a piedi sulla strada sterrata per Forte Campo per 1,8 km.

Info:
Centro Documentazione Luserna
Via Trento 6, Luserna
Tel +39 0464 789638
www.lusern.it
Per informazioni sugli eventi legati al Centenario sugli Altipiani di Folgaria Lavarone Luserna centenario.alpecimbra.it

Bibliografia:
Il recupero dei forti austro-ungarici trentini, a cura di Morena Dallemule e Sandro Flaim, PAT 2014

 

 
 

Info

WERK LUSERN | FORTE CAMPO


 

Info tecniche

Sbarramento:  Folgaria e Lavarone

Anno di costruzione:  1908-1912

Visitabile:  non accessibile (in corso di restauro)

Forte Campo
Forte Campo
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