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Cima Capi-Cima Rocca_fortificazioni nella sella

ATTENZIONE: lo scorso autunno un violento evento atmosferico ha colpito i boschi e le valli del Trentino: numerosi sono gli itinerari che ad oggi sono ancora interessati dai danni provocati dal maltempo. Raccomandiamo pertanto prudenza; prima di intraprendere un’escursione suggeriamo di informarsi presso le Aziende di Promozione Turistica d’ambito o la sezione SAT pertinente circa le condizioni del tracciato da percorrere.

Vedute aeree sul Lago di Garda, l'esperienza della ferrata, ma soprattutto la scoperta di un fronte poco conosciuto sul quale però sopravvivono manufatti ancora in perfetto stato di conservazione. L'itinerario porta alla scoperta di cima Capi – in guerra indicata come monte Sperone – e di cima Rocca e del suo interessante complesso di gallerie. In questo tratto di fronte italiani e austro-ungarici si scontrarono nel 1916. Nei primi giorni dell'anno i Finanzieri stanziati a Biacesa in val di Ledro riescono a occupare il trincerone di San Giovanni (5 gennaio del 1916) mentre gli Alpini tentano di espugnare cima Capi il 19 aprile supportati da un intenso fuoco d'artiglieria, riuscendo ad arrivare l'indomani – con l'aiuto dei Bersaglieri – fino a quota 850 m e due giorni dopo a prendere il picco. Conquista sanguinosa che però non modificò l'assetto tattico del settore. Una cosa interessante è sapere che dove oggi c'è la Chiesetta di San Giovanni, vi era un tempo l'avamposto italiano con le trincee che distavano solo 30 metri.

ITINERARIO
Come i Finanzieri all'inizio del 1916 anche la nostra escursione parte da Biacesa, raggiungibile in breve da Riva del Garda; è possibile parcheggiare nei pressi del parco giochi.
Seguite il segnavia 417 che corre prima per una strada asfaltata, quindi sterrata fino a un bivio dove prendete a destra per il “Senter dei Bech”, la ferrata Susatti e cima Capi (1 ora e 30 min). La salita nel bosco offre bei panorami sul Garda e le montagne circostanti. Giunti all'incrocio col sentiero 405 si trova l'inizio del sentiero attrezzato Susatti ed è quindi necessario indossare il kit da ferrata.
L'itinerario è facile ma richiede attenzione e prudenza; da cima Capi (libro di vetta) si scende alla selletta che la divide da cima Rocca. Questa è ricca di manufatti, trincee e camminamenti oltre ad essere snodo di molti sentieri. Seguite le indicazioni per il sentiero 405 e capanna Santa Barbara lasciandolo dopo circa venti minuti per il 405B che tra tracce e fortificazioni sale in mezz'ora a bocca Pasumer (980 metri) e poi a cima Rocca (1090 m).
Una volta visitata la vetta si ritorna sui propri passi fin quasi a bocca Pasumer e si segue l'indicazione del segnavia 471 per le “Gallerie di Guerra” che si percorrono con l'ausilio indispensabile di una torcia. L'itinerario permette di scoprire le numerose diramazioni e il complesso delle fortificazioni. Una scala verticale infine agevola il superamento dell'ultima galleria e il raggiungimento, in breve, della chiesetta di San Giovanni e del vicino il bivacco Arcioni, dedicato al tenente Francesco Arcioni caduto nei combattimenti dell'aprile 1916.
Il rientro consigliato è per il ripido ma ottimamente attrezzato Sentiero delle Laste (n 471).
Chi non volesse avventurarsi per la ferrata Susatti, può scoprire il sistema delle Gallerie proprio attraverso questo sentiero di rientro.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
- Mauro Zattera, Donato Riccadonna, Sentieri di confine: l’Alto Garda e Ledro nella Prima guerra mondiale, Associazione Riccardo Pinter, Museo Storico Italiano della Guerra, Rovereto 2008
- Arianna Tamburini, Lodovico Tavernini, Marco Ischia, La difesa sotterranea: il Festungabschnitt, settore fortificato di Riva, e le sue opere in caverna nella Grande Guerra, Museo di Riva del Garda 2007
- Giovanni Fioroni, La Valle di Ledro nella prima guerra mondiale 1915-1918, Temi, Trento 1993
- Giorgio Valentini (a cura di), Fiamme Gialle a Biacesa, Artigianelli, Trento 1991
- Graziano Riccadonna (a cura di), Il Piave mormorò: immagini e memorie della Grande Guerra nell’Alto Garda, Casa degli Artisti Giacomo Vittone, 1988

 
 

Info tecniche

Partenza:  Biacesa, 421 metri

Arrivo:  Cima Capi 907 metri con punto culminante a Cima Rocca a 1090 metri

Dislivello:  669 metri

Difficoltà:  escursionistico con tratti da escursionisti esperti con kit da ferrata e torcia

Stagionalità:  primavera, estate, autunno

Punti d'appoggio:  Bivacco Arcioni nelle vicinanze della Chiesetta di San Giovanni e, in caso di maltempo, numerose caverne e manufatti per ripararsi

Cima Capi-Cima Rocca_gallerie
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