
Monumenti
Immediatamente all’indomani della fine della guerra in tutti gli stati si diede il via ad una campagna monumentale di massa. Vari furono i promotori di tali iniziative (singoli, enti pubblici, associazioni combattentistiche, istituzioni) e le modalità di finanziamento (privato e pubblico, sottoscrizioni, raccolte di fondi).
I monumenti offrivano l'occasione di recuperare una coscienza nazionale uscita distrutta dal trauma della guerra e sacralizzare il conflitto attraverso la celebrazione del sacrificio collettivo. In Trentino la realizzazione di monumenti si inserì nel dibattito sulla memoria della guerra.
I monumenti ebbero spesso la funzione di commemorare i caduti in assenza delle loro salme: la maggior parte dei soldati trentini era infatti sepolta in località remote e gli elenchi di nomi stilati sui monumenti offrivano alla comunità un’opportunità di commemorare i propri morti sepolti lontano.

Su idea di don Antonio Rossaro, venne realizzata col bronzo dei cannoni offerto dalle nazioni partecipanti al primo conflitto mondiale. Battezzata col nome di “Maria Dolens” e inaugurata il 4 ottobre 1925, ricorda i caduti di tutte le guerre.

Proposto già nel 1916, venne realizzato su progetto di E. Fagiuoli e inaugurato nel 1935 alla presenza del re Vittorio Emanuele III. La parte superiore presenta una struttura colonnata; la parte inferiore ospita il sacello nel quale sono conservate le spoglie dell'irredentista trentino.

Il monumento, un arco trionfale romano caratterizzato da un ordine gigante di fasci littori, fu voluto da Mussolini con chiare finalità politiche. Venne inaugurato il 12 luglio 1928 su progetto di Marcello Piacentini.

Realizzato da Giorgio Wenter Marini nel 1925 presso il cimitero di Malosco, in Valle di Non, è dedicato agli irredentisti caduti nelle fila dell’esercito italiano e a quelli “costretti a pugnare nelle fila dell’oppressore”, come recita l’epigrafe
Il monumento, realizzato a partire da un progetto di Ettore Sottsass senior che prevedeva un’edicola con quattro colonne che reggono una copertura tronco-piramidale fortemente sporgente, venne inaugurato nel 1926.

Lapide murata nel Palazzo dei Provveditori di Riva del Garda (1919-1920) per ricordare i caduti Giovanni Lipella e Nino Pernici, volontari trentini nell’esercito italiano.

Collocato di fronte alla chiesa di S. Ermete, a Calceranica, il monumento venne realizzato dall’architetto Ettore Sottsass senior tra il 1922 ed il 1925. È costituito da un ciborio e da un blocco di pietra rossa sul quale sono incisi i nomi dei caduti.

Nell’arco di un decennio, la Legione Trentina sistemò un centinaio di stele lungo l’intero fronte italiano in memoria dei Legionari trentini morti nel corso della guerra.

Il Museo civico del Risorgimento di Bologna e il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto hanno realizzato un archivio di immagini online raffiguranti i monumenti dedicati ai Caduti della Grande guerra presenti sul territorio nazionale.

