Al termine della Grande Guerra in Trentino come altrove si commemorarono i caduti e si ricordò la guerra con cimiteri, musei e monumenti, facendo fronte all’enorme numero di salme lasciate dal conflitto. Cerimonie pubbliche, lapidi e cippi, titolazione di vie e scuole tracciarono nei centri abitati una nuova geografia civile. La costruzione della memoria non fu indolore: nel tentativo di attenuare l’esperienza dell’orrore e di rafforzare l’identità nazionale italiana, la memoria pubblica si pose spesso in contrasto con le memorie private, familiari e comunitarie.

Cimitero di Slaghenaufi
Cimiteri
Al termine della guerra i cimiteri militari austro-ungarici ed italiani sul territorio regionale erano più di 1.000, di cui 900 in territorio trentino. Stime dell’epoca indicano la presenza di 300.000 caduti austro-ungarici e 30.000 italiani.
Sacrario Rovereto
Sacrari
Alla fine degli anni ’20 i cimiteri della Grande Guerra vennero quasi del tutto soppressi e le salme furono concentrate in grandi edifici ossari monumentali in ciascuno dei quali vennero raccolte decine di migliaia di salme. Ai nuovi monumenti fu imposta una forte impronta ideologica fascista.
Campana dei Caduti
Monumenti
Al termine della guerra prese il via una campagna monumentale di massa; diversi erano i promotori e le modalità di finanziamentodelle opere. Con i monumenti si commemorava il soldato morto in assenza della salma e le lapidi con i nomi dei caduti della comunità sostituivano le tombe sulle quali non era possibile recarsi.
12 Museo di Forte Strino
Musei
Allo scopo di conservare, commemorare e diffondere la conoscenza della storia del Trentino durante la guerra sono sorti musei e collezioni dedicati alla conservazione e alla diffusione della memoria storica di questo periodo.