La memoria della Grande Guerra in Trentino
Il Trentino fu profondamente segnato dai sanguinosi eventi del primo conflitto mondiale: al termine della guerra qui, come nel resto d’Europa, si impose la necessità di commemorare i caduti e alleviare il dolore provocato dall’elevato numero di morti e privazioni sopportati per più di quattro anni dalle popolazioni.
In tutti i Paesi venne elaborato un vasto e capillare sistema commemorativo che coinvolse famiglie, comunità e istituzioni e che si manifestò in molteplici campi: cerimonie pubbliche pubblicazione di memorie, libri di testo e guide turistiche, organizzazione di visite scolastiche o dei dopolavoro sui luoghi di battaglia, ai sacrari e ai musei. L’intitolazione di vie, piazze e scuole e la realizzazione di lapidi e cippi tracciarono nei centri abitati una nuova geografia civile.
In Italia la memoria collettiva della guerra si costruì attorno a simboli di grande forza e a nuovi miti – i Caduti, la Patria, la Vittoria, il Milite Ignoto – e favorì l'affermarsi di un'immagine unitaria della nazione che aveva affrontato la tragedia del conflitto.
La costruzione della memoria non fu indolore: nel tentativo di attenuare l’esperienza dell’orrore e di rafforzare l’identità nazionale italiana, la memoria pubblica si pose spesso in contrasto con le memorie private, familiari e comunitarie.
Sacrari

