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IN MOSTRA IL “TRENTINO IN POSA” DI GIOVANNI PEDROTTI

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E’ stata inaugurata venerdì 4 luglio, alle ore 18, la mostra "Trentino in posa. Fotografie di Giovanni Pedrotti alla vigilia della Grande Guerra", organizzata dalla Soprintendenza per i Beni storico-artistici, librari e archivistici attingendo ai ricchi fondi dell’Archivio Fotografico Storico della Provincia autonoma di Trento. L’esposizione, che raccoglie una suggestiva selezione di immagini realizzate dal fotografo tra il 1899 e il 1914, in un Trentino ancora inviolato dall’imminente tempesta bellica, sarà aperta fino al 12 ottobre negli splendidi spazi di Torre Vanga e Palazzo Roccabruna a Trento. La cerimonia di apertura, alla presenza dell’assessore provinciale alla cultura Tiziano Mellarini, si svolgerà presso la sede di Palazzo Roccabruna, concessa dalla Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Trento.


Fine giugno 1914. Nei giorni dell’attentato di Sarajevo, Giovanni Pedrotti (1867-1938), esponente di spicco della ricca e colta élite borghese che sostiene gli ideali d’italianità del Trentino, scatta alcune ultime immagini del territorio e della sua gente, prima di riparare nel Regno d’Italia allo scoppio di un conflitto che diventerà mondiale. Le sue riprese, confluite nel ricco fondo dell’Archivio Fotografico Storico della Provincia autonoma di Trento, ci raccontano gli anni febbrili che precedettero la tempesta bellica in una terra percorsa da tensioni e contraddizioni sociali, ma ancora ignara di quanto sarebbe di lì a poco successo in termini di vite e di ideali spezzati.


Nel centenario dell’inizio del conflitto, la Soprintendenza per i Beni Storico-artistici, librari e archivistici porta un nuovo contributo alla conoscenza di un mondo che sarebbe stato profondamente segnato da quella “inutile strage”. La mostra Trentino in posa. Fotografie di Giovanni Pedrotti alla vigilia della Grande Guerra, allestita negli splendidi spazi di Torre Vanga e Palazzo Roccabruna a Trento, ci consente infatti di paragonare mentalmente il ‘prima’ e il ‘dopo’, proponendo un duplice percorso tra le sfaccettate visioni di un Trentino ancora austriaco, esplorato, con sguardo soggettivo ma sensibile, da un gentiluomo colto con la passione per la fotografia.
L’inaugurazione, alla presenza dell’assessore provinciale alla cultura Tiziano Mellarini, si terrà il prossimo venerdì 4 luglio, alle ore 18, presso la sede di Palazzo Roccabruna, concesso con grande disponibilità dalla Camera di Commercio, Industria e Artigianato di Trento. L’esposizione resterà aperta fino al 12 ottobre ad ingresso libero (Torre Vanga, piazza della Portèla 1: ore 10-18, chiuso il lunedì; Palazzo Roccabruna, SS. Trinità 24: mar – ven 10-12, 15-18; sab 10-18, chiuso domenica e lunedì).
Erede di un’ingente fortuna, primo contribuente tra i cittadini di Trento, Giovanni Pedrotti si segnalò come “liberale indipendente” ed esponente di spicco del movimento irredentista, che sostenne incessantemente anche attraverso un’attività pubblicistica vasta e molteplice; in questo contesto va letta tra l’altro la sua lunga adesione alla Società degli Alpinisti Tridentini (SAT), della quale fu successivamente socio, membro di direzione, presidente.
Con 3359 negativi e positivi concentrati negli anni 1899-1914, il Fondo Pedrotti dell’Archivio Fotografico Storico manifesta la varietà di interessi di un autore che alla fotografia riconobbe sia compiti documentari che ambizioni formali; prova ne sia l’esuberante gamma cromatica conferita alle sue stampe attraverso raffinati viraggi. Folta ma occasionale, la produzione fotografica di Pedrotti spazia dai ricordi di viaggio, in Italia e in diverse località transalpine, all’illustrazione della ‘piccola patria’ trentina, ritratta con amore ma senza pretesa di completezza. Si tratta comunque di un patrimonio di immagini di notevole ampiezza documentaria, visto che copre, sia pure con diversità quantitative, tutte le vallate trentine, fornendo elementi preziosi e insostituibili per lo studio di molteplici aspetti di vita ormai irrimediabilmente trascorsa.
Presentando una selezione ricca di oltre 130 fotografie, la mostra approfondisce le diverse implicazioni sociali e ideologiche di un’attività che trascende la dimensione meramente amatoriale.
A Torre Vanga, il diario privato della vita domestica si intreccia con la dimensione collettiva di un autoritratto di classe. Nel fissare in immagine i suoi affetti familiari, infatti, Pedrotti ci trasmette anche lo stile di vita dell’alta borghesia trentina di primo Novecento. Soggetto ricorrente è in particolare la prediletta villa di San Rocco presso Villazzano, con il grande giardino che attesta la duratura passione dell’autore per la botanica. Una sezione è dedicata alle vedute della città di Trento, restituita in tutto il suo ‘colore’, con una speciale attenzione agli aspetti di vita quotidiana, dal passeggio signorile alle lavandaie e agli zattieri all’opera lungo l’Adige. Il percorso prosegue, oltre il perimetro delle antiche mura urbane, verso i numerosi possedimenti di famiglia e lungo i sentieri esplorati in occasione delle frequenti scampagnate fuori porta. L’esposizione, inoltre, mette a fuoco la tecnica di Pedrotti e i riferimenti alla pratica fotografica rintracciati nei suoi diari personali, conservati presso la Fondazione Museo storico del Trentino, in aggiunta alla sua fisionomia intellettuale e alla fortuna dei suoi scritti e delle sue fotografie.
A Palazzo Roccabruna l’indagine si estende al paesaggio delle valli trentine, indagato nei suoi aspetti naturali e antropici durante le numerose passeggiate ed escursioni alpine in compagnia di familiari o amici. L’obiettivo di Pedrotti si appunta anche sui centri storici e sull’architettura tradizionale, ma non trascura i segni della modernità e le trasformazioni indotte dalla nuova industria turistica. Gli anni, infatti, coincidono con la nascita di nuovi alberghi e rifugi alpini; lo stesso Pedrotti farà erigere l’Hotel Pordoi in Val di Fassa, contribuendo all’organico progetto di sviluppo della montagna trentina coltivato dalla SAT. Altre riprese ci mostrano un universo umano caratterizzato da precise articolazioni sociali, mettendo in scena sia la moda della borghesia, con i suoi svaghi en plein air, sia la vita più modesta delle classi popolari, con particolare attenzione all’infanzia. In apertura, un “conto alla rovescia” evidenzia il contrasto tra i venti di guerra che scuotono l’Europa e le immagini di vita serena composte da Pedrotti proprio quando la Belle Époque – sia pure nella sua più modesta declinazione trentina – volgeva definitivamente al tramonto.

La mostra è organizzata in occasione della pubblicazione del settimo numero della collana “Album” dell’Archivio Fotografico Storico, a cura di Laura Dal Prà e Katia Malatesta; il volume, in vendita al costo di 20 Euro, propone anche un’aggiornata contestualizzazione della figura storica dell’autore, aprendo nuove prospettive di ricerca.

In collegamento con l’iniziativa, la ditta Wasabi s.n.c. ha realizzato il documentario L’occhio borghese. Il Trentino alla vigilia della Grande Guerra nella fotografia di Giovanni Pedrotti, per la regia di Luciano Happacher e Michele Moser.
 

COMUNICATO Ufficio Stampa PAT nr. 1659 del 01/07/14