Attenzione! Abilita i javascript nel tuo browser per una completa visualizzazione del sito

DAL "DON MILANI" DI ROVERETO AL PALCOSCENICO DEL QUIRINALE

Profughi a Katzenau_MGR

A Roma la cerimonia di apertura del nuovo anno scolastico con il presidente Napolitano

Erano più di 3000 gli studenti di tutti gli ordini di scuola, presenti ieri a Roma nel grande cortile interno del Quirinale, alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per la cerimonia di apertura del nuovo anno scolastico. Un momento particolarmente significativo perché ormai da nove anni il presidente Napolitano ne ha fatto una delle occasioni durante le quali affida un messaggio al Paese. Nello zainetto consegnato a tutti i partecipanti, fra le tante pubblicazioni spiccava il testo della Costituzione italiana tradotto in numerose lingue: un gesto simbolico di grande valore, per ricordare che la Costituzione resta un bene di tutti, di cui tutti siamo responsabili.
Assieme al capo dello Stato, alla cerimonia erano presenti il Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini e le massime Autorità dello Stato. Ospiti della manifestazione, trasmessa in diretta su RaI 1, il cantante Francesco Renga, i musicisti dell’ Orchestra di Piazza Vittorio, l’attore Enrico Brignano, il gruppo rivelazione tra i giovanissimi Dear Jack e i protagonisti della fiction Braccialetti Rossi, accompagnati dal cantautore Niccolò Agliardi. All’evento ha partecipato attivamente anche una delegazione dell’Istituto don Milani di Rovereto che ha messo in scena una performance teatrale riferita ai temi della memoria e della prima guerra mondiale.

“Giovani, cogliete con entusiasmo ogni opportunità di percorrere, scoprire, conoscere la nostra grande Europa: l’Europa è il luogo del vostro futuro e già del vostro immediato domani, è il centro ideale dei valori di modernità e di progresso in cui credere”, con queste parole il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha esortato gli studenti dell’intero Paese ad andare oltre i “vecchi recinti nazionali” per “integrare ancor più le nostre energie in spirito di solidarietà. Insieme dobbiamo rinnovarci, metterci al passo con i tempi e con le sfide della competizione mondiale”. Un messaggio di incoraggiamento e di speranza che il Presidente della Repubblica ha affidato alle giovani generazioni attribuendo loro un ruolo decisivo nel cambiamento del Paese, auspicando una “vera e propria mobilitazione di esperienze e di idee”. L’accorato appello del Presidente Napolitano è stato anticipato dall’intervento del Ministro all’Istruzione Stefania Giannini che ha voluto, prima di tutto, ringraziare tutti coloro che portano il loro contributo per il buon funzionamento della scuola: gli insegnanti, "il più grande esercito di cui l'Europa disponga", che hanno il compito così importante di educare le giovani generazioni alla responsabilità verso il futuro; gli studenti, ai quali ha affidato il compito di portare il proprio contributo per la realizzazione dell'articolo 3 della Costituzione, ricordando coloro che, dalla Montessori a don Milani, hanno creduto nell'importanza della scuola come luogo di realizzazione di quell'equità che la Costituzione richiama; e infine i genitori e le famiglie, cui spetta in compito di collaborare con la comunità scolastica nella creazione di un progetto di educazione alla responsabilità dei bambini e dei ragazzi. Il Ministro ha inoltre richiamato alla grande operazione di ascolto di tutte le componenti della società sui temi della scuola ("la buona scuola"), che proprio in queste settimane prende avvio e che intende raccogliere il maggior numero di pareri e di proposte per rilanciare la scuola italiana.

Molti gli ospiti di eccezione che sono saliti sul palco, dai protagonisti della serie televisiva "Braccialetti Rossi", a cantanti e artisti fino a numerosi sportivi che si sono distinti quest'anno nelle maggiori competizioni o nelle paralimpiadi . Molte le esperienze di buona scuola raccontate, come, solo per fare un esempio, le “scuole in ospedale”, una realtà presente in 200 ospedali italiani che coinvolge oltre 1000 insegnanti per "fare scuola" ai pazienti che per ragioni di salute sono costretti a lunghi periodi di degenza.
Fra le tante scuole che si sono avvicendate sul palco, anche un piccolo numero di studenti dell'Istituto “don Milani” di Rovereto, che ha proposto un estratto dalla pièce “Amore scrivimi”, una storia tratta dal diario di una profuga di Borgo Sacco . Una performance, la loro, estremamente toccante, nella quale i giovani studenti-attori sul palco sono riusciti a trasmettere la follia della guerra e della violenza andando oltre la memoria di un evento per ricavarne una condanna di tutte le guerre e di tutte le forme di violenza e di discriminazione.

Ed è proprio per questo che il Presidente della Repubblica, nel suo discorso, ha voluto riprendere il messaggio che gli studenti del don Milani hanno trasmesso, sottolineando come la scuola è impegnata a ricordare “come hanno fatto i ragazzi dell’Istituto di Rovereto – ha detto Napolitano – il centenario della prima guerra mondiale e a trasmetterne la lezione”. “La scuola – ha ribadito ancora il Presidente Napolitano – “rappresenta un argine alla barbarie e un luogo essenziale di educazione agli "insostituibili valori costituzionali del dialogo, della legalità, del rispetto delle istituzioni contro la violenza, il sopruso, la discriminazione". E per questo la scuola deve mantenere viva l'attenzione al problema drammatico dell'abbandono e investire maggiormente sulla scuola come garanzia per il futuro.

A fare da cornice a questa intensa giornata, l'inno di Mameli in apertura e l'Inno alla gioia in conclusione, accompagnati dall'orchestra e dai cori degli studenti: quasi a richiamare la centralità della Costituzione e la responsabilità per il sogno europeo che costituiscono l'asse, come ha ricordato il presidente, di una scuola ancorata nei valori fondanti della nostra democrazia e capace di futuro. (c.ze)

COMUNICATO UFFICIO STAMPA PAT nr. 2359 del 23/09/14 15.19