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LA PROMOZIONE DEL NOSTRO TERRITORIO ALPINO PASSA ATTRAVERSO ANCHE LA CULTURA DELLA PACE

Rossi SAT

Il presidente della Provincia Ugo Rossi è intervenuto questa mattina a Spiazzo Rendena, all'evento conclusivo della settimana dedicata al 120° Congresso della Sat dal titolo “Montagne di guerra, montagne di pace. La montagna ferita. Nuove opportunità 100 anni dopo”. Rossi ha portato il suo contributo al convegno, che ha visto intervenire molte autorità del mondo della montagna trentina. La montagna riporta alla memoria fatti drammatici richiamati da un filmato a cura del fotografo Stefano Torrione proposto in apertura del convegno. Il 120° Congresso della Sat cade proprio nell'anno in cui si commemora il Centenario della Grande Guerra e come è stato detto ricordato nei lavori, è nostro compito informare, perché se consociamo il passato possiamo essere uomini migliori. La Sat opera con dedizione attraverso i suoi uomini affinché le Alpi non siano più una frontiera ma un luogo di incontro.

Si è concluso questa mattina a Spiazzo Rendena il 120° congresso della Sat dal titolo “Montagne di guerra, montagne di pace. La montagna ferita. Nuove opportunità 100 anni dopo”.
Una serie di iniziative che hanno interessato tutta la settimana, terminata oggi con un convegno al quale sono intervenuti anche il presidente della Provincia di Trento, Ugo Rossi e l'assessore provinciale al turismo e promozione, Michele Dallapiccola.
Il presidente Rossi ha portato il suo contributo tra i saluti delle autorità che hanno aperto i lavori del convegno.
“Il tema scelto per questo 120° congresso della SAT – ha esordito il presidente – rientra appieno nello spirito con cui la Provincia di Trento vive il Centenario della Grande Guerra. Non poteva esserci titolo migliore, anche perché la Sat ha pieno titolo per affrontare queste tematiche legate alla nostra storia. Si parla di montagna, si parla di guerra, si parla soprattutto delle ferite inferte al nostro territorio, alla popolazione, ai ricordi. Ma nel titolo di questo Congresso – ha detto Rossi – ci sono anche due parole importanti: pace e opportunità. Ogni giorno dobbiamo lavorare per costruire la pace, facendo cultura di pace. Come chi frequenta la montagna ha un obiettivo, così anche noi dobbiamo avere come obiettivo la pace”.
Sempre rifacendosi all'immagine dell'uomo di montagna, il presidente ha elogiato l'operato della Sat che – come l'alpinista capocordata – ha cura di chi arriva dietro di lui. “La Sat – ha detto Rossi – contribuisce alla cultura di pace e all'identità del nostro territorio”.
Il presidente Rossi ha quindi parlato di opportunità, in primis quella di trasmettere alla nuove generazioni il valore della pace, promuovendo anche quei luoghi feriti dai cruenti eventi bellici, per portare un'attenzione nuova nei confronti dell'ambiente. “La promozione del nostro territorio alpino passa attraverso anche la cultura della pace – ha chiosato Rossi – e il contributo della Sat, in questo, è fondamentale. Come Provincia saremo particolarmente attenti agli stimoli che ci giungeranno dalla collaborazione con la Sat che consideriamo un interlocutore serio e rigoroso, soprattutto su temi attualissimi, come quello di come conciliare sviluppo e sostenibilità del nostro territorio.
Ci sono stati e ci saranno momenti – ha concluso il presidente – in cui non ci saranno vedute all'unisono, ma prevarrà la forte credibilità di un'organizzazione che non si accontenta di parlare solo di ambiente ma che la montagna la vive davvero”.

Comunicato Ufficio Stampa PAT nr. 2629 del 20/10/14 8.16