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"ANIMALI NELLA GRANDE GUERRA": LE RIPRESE IN TRENTINO

Gli animali della Grande Guerra

Durante la Prima guerra mondiale cavalli, cani, muli, asini, colombi viaggiatori e tanti altri animali vennero mandati a soffrire e a morire insieme ai soldati al fronte. "Animali nella Grande Guerra" è un docufilm diretto da Folco Quilici e prodotto da Mario Rossini per Red Film, con il supporto di Trentino Film Commission, che mette al centro delle vicende non gli esseri umani ma tutti gli animali che sono stati impiegati per la macchina militare del conflitto. In Trentino, fra la fine di febbraio e l'inizio di marzo, si gireranno alcune scene nelle trincee che sovrastano Rovereto (all'imbocco della Vallarsa) e in Valsugana (a Grigno); sul set sarà presente il documentarista Marino Maranzana, che collabora con Quilici. Il progetto ha ottenuto la concessione del logo ufficiale delle "Commemorazioni del Centenario della Prima Guerra Mondiale", iniziativa promossa dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ed il patrocinio dello Stato Maggiore dell'Esercito.
Nella Prima guerra mondiale, accanto agli uomini ha combattuto un esercito di animali. Muli, buoi, cani, cavalli, maiali, piccioni vennero utilizzati per lo spostamento di reparti e materiali, per le comunicazioni e per il sostentamento delle truppe.
I cavalli impiegati sui vari fronti di guerra furono alcuni milioni, adibiti ai traini dei cannoni e ai carri per le colonne di salmerie. Il mulo si rivelò preziosissimo per il trasporto dei bagagli in alternativa ai carri, i cani vennero utilizzati sia come guardia che come mezzo di trasporto, i colombi viaggiatori portavano messaggi, mentre altri volatili vennero utilizzati per il rilevamento di gas nell’aria.
In "Animali nella Grande Guerra" il documentarista e giornalista italiano Folco Quilici, esperto in materia storica e sincero animalista, ci introdurrà nel mondo inesplorato degli animali al fronte, un racconto anticonvenzionale del drammatico conflitto, che ricostruirà ricordi, storie, episodi di vita vissuta del rapporto, dentro e fuori la trincea, tra uomini e animali, tra incredibili momenti di assoluta serenità e tenerezza, alternati allo sfondo di in uno dei più tragici periodi della storia contemporanea.

Folco Quilici (Ferrara 1930)
I suoi film dedicati al rapporto tra uomo e mare, sono stati distribuiti nel mondo: "Sesto Continente" (Premio Speciale alla Mostra del Cinema di Venezia del 1954), "Ultimo Paradiso" (Orso d'Argento al Festival di Berlino del 1956), "Tikoyo e il suo pescecane" (Premio Unesco per la Cultura del 1961), "Oceano" (Premio Speciale Festival di Taormina del 1971 e Premio David di Donatello 1972), "Fratello Mare" (Primo Premio al Festival Internazionale del Cinema Marino, Cartaghena, 1974) e "Cacciatori di Navi" (Premio Umbria Fiction, 1992).
Nei cinema e non solo in Italia, altri suoi film sono stati: "Dagli Appennini alle Ande" (1959) che vinse la "Concha de plata" al Festival Internazionale di San Sebastian, e "Il Dio Sotto la Pelle" (1974".
Tra i suoi film di medio metraggio di particolare impegno, furono presentati fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia: "Paul Gauguin" (1957) e "L’Angelo e la Sirena" (1980). Da ricordare inoltre "Botticelli, una nuova primavera" (1982). Nel 1970 ha editato tre film "Firenze 1000 giorni", sull’alluvione del 1967 e l’opera di salvezza del suo patrimonio culturale. Folco Quilici ebbe la nomination all’Oscar nel 1971 per "Toscana", uno dei quattordici film de "L’Italia dal Cielo" alla quale hanno collaborato nomi di massimo prestigio come Calvino, Sciascia, Silone, Praz, Piovene, Comisso. Nel 2000, per la rete televisiva franco-tedesca Arté ha prodotto e diretto i lungometraggi "Kolossal" (1999/2000) e "Il Mondo di Pinocchio" (2002). Nel 2004, per il Luce, il lungometraggio "L’Impero di Marmo" (Premiato al Festival Internazionale del Cinema Archeologico Agon, Grecia, nel 2006) e il film-documentario "L’Ultimo Volo" (Premio Acqui Storia 2010). Successivamente "Lazio – Paesaggio e Storia" (Premio Bellezze d’Italia 2012).
L’attività di Folco Quilici nel campo del cinema culturale, ha trovato inoltre, in Italia e all’estero, vasto spazio in programmi televisivi in più puntate.

Comunicato Stampa PAT nr. 443 del 26/02/15 14.20