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LE PIAZZE DI MAGGIO 2015: CAPIRE I CONFLITTI, PRATICARE LA PACE

Capire i conflitti

“Può esistere qualcosa peggiore della guerra? Si abituarsi alla guerra". Cercano di rispondere a questo interrogativo i giovani dell’associazione Rondine in questi giorni in Trentino, insieme a studenti provenienti da tutta Italia, per scoprire i luoghi della Grande guerra grazie al progetto “Capire i conflitti – Praticare la pace”. Lo hanno fatto visitando luoghi, ascoltando esperti come lo storico e giornalista Ernesto Galli della Loggia. L’iniziativa, che rientra nel programma ufficiale per le commemorazioni del Centenario della Prima Guerra mondiale curate della Presidenza del Consiglio dei Ministri è realizzata in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e l’Arcidiocesi di Trento. Il momento conclusivo di questo tour trentino si è tenuto oggi a Trento presso la Fondazione CARITRO. Ha portato i saluti del presidente della Provincia autonoma di Trento, l’assessore provinciale alla coesione territoriale che ha sottolineato come “Oggi viviamo nell’epoca in cui tutto diventa vecchio nel giro di una giornata. Io sono convito che le cose che costano fatica sono quelle che nel tempo danno dei risultati in quanto frutto del confronto. Il tema che voi avete scelto, quello della memoria storica come esempio concreto di pace, non può che andare verso questa direzione. Soprattutto in una terra come la nostra che ha vissuto la Prima guerra mondiale come terra di confine. Noi vorremmo, anche attraverso questi incontri, veicolare e contaminarci con chi proviene da fuori. Il Trentino è una terra che vuole aprirsi, confrontarsi e che può diventare laboratorio di riferimento”.

Torneranno nei loro Paesi d’origine e porteranno con sé un pezzetto di Trentino. Sono i giovani studenti dell’associazione "Rondine Cittadella della Pace Onlus", provenienti da Paesi attualmente in guerra o con situazioni di conflitto in questi giorni in Trentino per partecipare al progetto “Capire i conflitti – Praticare la pace”, che rientra nella rassegna culturale “Le Piazze di Maggio”. Da cinque anni l’associazione realizza in provincia di Trento questo percorso formativo rivolto ai ragazzi delle scuole di tutta Italia, per avvicinarli alla comprensione del conflitto attraverso la conoscenza dei luoghi che ne raccontano ancor oggi la memoria storica e alla consapevolezza dei conflitti contemporanei grazie al confronto con i giovani di Rondine.
Oggi alla Fondazione CARITRO si è tenuta la conferenza di chiusura dell’iniziativa dal titolo “La memoria storica come esempio concreto di pace”, occasione per aprire un tavolo di confronto e dialogo con le istituzioni impegnate per le commemorazioni del Centenario, anche in relazione all’attuale crisi alle porte dell’Europa e che più in generale coinvolge tutto il bacino del Mediterraneo.
Ha dato il benvenuto Franco Vaccari, presidente e fondatore di Rondine che voluto ringraziare la provincia di Trento per la disponibilità. “Noi da sei anni portiamo i nostri ragazzi in Trentino e ci sentiamo in qualche modo di casa – ha sottolineato Vaccari – ci è stata aperta la memoria, la cultura, la disponibilità a scoprire questo territorio e ogni volta abbiamo la possibilità di apprendere cose nuove. Negli ultimi anni ci siamo aperti anche alle scuole e abbiamo riscontrato grande partecipazione e interesse. Ci rendiamo sempre più conto che sono dei percorsi che camminati insieme possono dare dei frutti sperati”.
Oltre all’assessore provinciale alla coesione territoriale, era presente Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo Storico del Trentino che ha definito l’esperienza di questi giovani “un laboratorio per costruire relazioni e confrontarsi. La vostra proposta e provocazione di ragionare sulla memoria storica che si avvicina ad una comprensione attiva della storia”. Don Bruno Tommasi, rettore del seminario arcivescovile, il portato il saluto dell'arcivescovo Luigi Bressan.
Al centro dell’incontro l’intervento di Ernesto Galli della Loggia, storico e giornalista italiano, editorialista del Corriere della sera, e membro del Comitato storico scientifico per gli anniversari d’interesse nazionale. “Per costruire la pace dobbiamo esercitare la nostra ragione – ha detto lo storico e giornalista Ernesto Galli della Loggia - La pace non richiede una attività sentimentale, l’essere buoni. Serve capire, ragionare, informarsi nelle singole realtà, solo così si può costruire la pace. Uno dei momenti essenziali per costruirla è quella di promuovere la democrazia all'interno dei vari organismi. Perché è una regola empirica che funziona: due Paesi retti da regimi democratici non hanno mai fatto la guerra tra di loro. La forma più larga di democrazia dentro i Paesi, è l’elemento fondamentale che può produrre la pace perché favorisce l'accettazione della diversità”.
Nell’arco della giornata sono stati infine presentati i risultati del progetto “Capire i conflitti – Praticare la Pace” e dei workshop di approfondimenti. È stata inoltre eseguita la performance artistica “Dissonanze in Accordo", uno spettacolo testimonianza che ha unito voci, musica e visual art, portando in scena le storie dei giovani dello Studentato Internazionale, narrate in prima persona da chi le ha vissute e intrecciate ai temi della Grande Guerra. Ha concluso la mattinata Bruna, una giovane studentessa proveniente dal Medio Oriente (non è possibile dire per questioni di sicurezza il suo Paese di origine) che ha portato la sua testimonianza “Sei anni fa vivevo negli Stati Uniti. Lì il tempo sembrava infinito e ho toccato con mano l'assurdità del quotidiano. Ho deciso di tornare al mio Paese. Sotto le bombe e il pericolo ho toccato con mano la morte. Di nuovo il tempo era prezioso e la vita era fragile. Ma dopo un giorno tutto è cambiato. Quel giorno ho deciso di partecipare a Rondine nelle colline della Toscana. Toccando le parole, di questi giovani provenienti da tutto il mondo, il tempo sembrava di nuovo la cosa più bella. Ho potuto così trovare di nuovo la bellezza nascosta della vita senza l'avventura della guerra”. (g.z.)

Chi è Rondine
L’associazione Rondine Cittadella della Pace Onlus dal 1997 lavora per la risoluzione del conflitto e svolge un ruolo attivo nella promozione della cultura del dialogo e della pace, tramite l’esperienza concreta dello Studentato Internazionale nel borgo di Rondine, a pochi chilometri da Arezzo. Qui, ogni giorno, giovani provenienti da Paesi attualmente in guerra o con situazioni di conflitto, vivono e studiano insieme e nella quotidianità, imparano a scoprire la persona al di là del “nemico”. I giovani studenti di Rondine arrivano da tutto il mondo: Israele, Palestina Libano, Kosovo, Serbia, Bosnia-Erzegovina, Russia, Abkhazia, Georgia, Azerbaijan, Armenia, Sierra Leone, Sudan, India, Pakistan… Una volta terminato il corso di laurea o il master e il loro percorso formativo a Rondine, sono pronti per tornare a casa e iniziare a progettare, insieme, un futuro di pace per i loro Paesi.

Comunicato Ufficio Stampa PAT nr. 842 del 14/04/15 17.14