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CENTENARIO | LE INIZIATIVE IN PROGRAMMA PER IL PROGETTO “PROFUGHI TRENTINI NELLA GRANDE GUERRA. 1915-1918”

MGR 349-823_3 giugno 1916. Schio, profughi alla stazione

La Provincia autonoma di Trento dedica la conclusione di questo secondo anno del Centenario della Grande Guerra al tema dei profughi con un progetto che, tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre 2015, prevede tre diverse iniziative con sede a Rovereto - la seconda città del Trentino - che durante la guerra subì l’evacuazione completa.
Furono più di 100.000 le persone trasferite durante la Prima guerra mondiale in forma coatta dalle proprie abitazioni verso l’interno dell’Austria e verso l’Italia e proprio alle loro vicende e al racconto della loro esperienza, il progetto dedica la pubblicazione di un’opera in due volumi dal titolo "Gli spostati. Profughi, Flüchtlinge, Uprchlíci 1914-1919", una mostra di fotografie, oggetti e documenti sulla vicenda dei profughi trentini, ed un convegno internazionale sui trasferimenti forzati di popolazione in Europa causati dal conflitto.

Il progetto ha il patrocinio e il sostegno della Provincia autonoma di Trento ed è curato da alcune tra le principali istituzioni che in forme diverse si occupano di storia: Dipartimento di Lettere dell’Università di Trento, Museo Storico Italiano della Guerra, Museo storico del Trentino, Laboratorio di storia di Rovereto, Accademia Roveretana degli Agiati, Fondazione Bruno Kessler e Fondazione Museo Civico di Rovereto.

Di seguito i dettagli delle tre iniziative in programma:

OPERA EDITORIALE “GLI SPOSTATI. PROFUGHI, FLÜCHTLINGE, UPRCHLÍCI.1914-1919” A CURA DEL LABORATORIO DI STORIA DI ROVERETO
L'opera, realizzata dal Laboratorio di storia di Rovereto in collaborazione con la Presidenza del Consiglio provinciale di Trento e con il Museo Storico Italiano della Guerra, ricostruisce l'esperienza dei circa 100.000 trentini che, fra il 1915 e il 1916, furono forzatamente e in momenti diversi allontanati dai due eserciti dalle loro case poste in prossimità del fronte e sfollati verso nord (70.000, dal Tirolo alla Boemia) e a sud del Trentino (30.000, dal Veneto alla Sicilia), potendo rientrare solo a guerra finita, in paesi ridotti a “un cumulo di sassi e calce”.
Una storia a lungo rimossa, poco studiata e raccontata, mai celebrata, così come quella degli altri milioni di profughi che il primo conflitto mondiale registrò nella sua tragica contabilità.
L'opera raccoglie il frutto di una ricerca durata anni che si è avvalsa di una vasta rete di collaboratori. Si compone di due volumi: il primo (Fotografarsi. Scriversi) è curato dal Laboratorio di storia di Rovereto (la cura grafica è di Giancarlo Stefanati), ed è costruito utilizzando parte del vastissimo repertorio di fotografie e di memorie che i profughi riportarono in patria a testimonianza di quel loro lungo patire e ritrovate nel corso della ricerca. Nel secondo (La Storia) il saggio dello storico goriziano Paolo Malni of-fre, per la prima volta, uno sguardo d'insieme sui due esilii, quello in terre austriache e quello in Italia. Uno scritto di Michele Smargiassi, storico della fotografia, li introduce entrambi.
Il volume sarà presentato venerdì 6 novembre alle 17.30 presso il Palazzo della Provincia autonoma di Trento - Sala Depero, Trento, Piazza Dante 15

LA MOSTRA “GLI SPOSTATI. PROFUGHI, FLÜCHTLINGE, UPRCHLÍCI 1914-1919”
| 22 novembre 2015 - 3 aprile 2016
La mostra, che porta lo stesso titolo dell’opera editoriale, sarà inaugurata a Rovereto a Palazzo Alberti-Poja, una delle sedi del Museo civico, sabato 21 novembre 2015 e resterà visitabile fino al 3 aprile 2016.
La cura è del Laboratorio di storia di Rovereto, in collaborazione con la Fondazione Museo civico di Rovereto, il Museo Storico Italiano della Guerra (che coordina la Rete Trentino Grande Guerra) e il Servizio Attività culturali della Provincia autonoma di Trento. L’allestimento è dell’arch. Giovanni Marzari, la cura grafica di Giancarlo Stefanati.

Dedicata alla vicenda dei profughi trentini nella Prima guerra mondiale, la mostra utilizzerà foto, testi di diari e di lettere, mappe e tabelle appositamente predisposte, dipinti, assieme ai quaderni delle memorie, alle cartoline e ai fogli gualciti delle lettere (ma ci sono anche lettere scritte su cortecce d’albero), ai bauli, ai registri dei campi profughi, agli oggetti riportati dai profughi dal loro esilio.
Una mappa sugli spostamenti coatti di popolazione in Europa durante la Grande Guerra, elaborata da ricercatori dell’Università di Trento, darà per la prima volta la visione continentale del fenomeno dei profughi, una realtà che nella Prima guerra mondiale ha assunto immediatamente dimensioni di massa mai prima registrate e che nel corso del Novecento fino ad oggi ha conosciuto infinite repliche, come testimonia la cronaca di questi mesi.

La mostra rimarrà aperta fino al 3 aprile 2016; orari: da martedì a domenica dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 18.00. Chiusa il 25 dicembre e il 1° gennaio. L’ingresso è gratuito. Sono previste visite guidate a pagamento per gli adulti e per le scuole.
Dopo la chiusura, in aprile, una versione più agile della mostra sarà allestita in altri comuni per iniziativa di enti e associazioni che ne faranno richiesta.

CONVEGNO INTERNAZIONALE “PROFUGHI. SPOSTAMENTI DI POPOLAZIONI CIVILI NELL’EUROPA DELLA GRANDE GUERRA 1914-1918”
Nei giorni 4,5 e 6 novembre 2015 si terrà a Rovereto (TN) nella Sala conferenze del Mart – Museo d’arte moderna e contemporanea, un Convegno internazionale promosso dal Dipartimento di Lettere dell’Università di Trento, dal Museo Storico Italiano della Guerra, dal Museo storico del Trentino, dal Laboratorio di storia di Rovereto, dall’Accademia Roveretana degli Agiati, dalla Fondazione Bruno Kessler, con il sostegno della Provincia autonoma di Trento.

I pur modesti movimenti dei fronti generarono nel corso della Prima guerra mondiale una serie di ondate di profughi che, per la prima volta, dovettero essere gestiti dagli Stati coinvolti come problema politico generale. Respinte dall’avanzare degli eserciti nemici, trasferite forzatamente dagli eserciti nazionali che chiedevano la piena disponibilità del territorio, sospettate di atteggiamenti antipatriottici, le popolazioni che vivevano sui fronti della Grande Guerra furono spostate in massa, costringendo gli Stati a escogitare sistemi di gestione del problema nel tentativo di evitare che il dramma dei civili precipitasse in una tragedia umanitaria. Le soluzioni adottate – e gli effetti che ne derivarono per le popolazioni coinvolte - furono differenti e di efficacia molto discussa ed il Convegno internazionale che si terrà a Rovereto le esaminerà grazie all’intervento di alcuni tra i principali storici che si sono occupati del tema.
Il programma prenderà in esame la situazione dei profughi in Serbia, Russia, Romania, Lituania, Francia, Italia, Austria, Slovenia, Galizia
Ma non sarà solo la vicenda di cento anni fa ad interessare il Convegno. Centrale sarà anche il tema di come la figura del profugo/rifugiato ha trovato una configurazione giuridica nel secolo scorso. Il profugo infatti, perdendo il rapporto con il proprio territorio, perde gran parte delle sue prerogative di cittadino, trovandosi esposto ad ogni tipo di violenza e di angheria.
La Grande Guerra, che sempre più rivela il suo carattere totale, favorì anche l’avvio di una riflessione su questo protagonista inaspettato del conflitto – il rifugiato – destinato a occupare la prima scena dei con-flitti per tutto il Novecento fino ai giorni nostri.

Il Convegno si concluderà con una tavola rotonda dal titolo 1915-2015. Un secolo di “emergenze umanitarie”.


INFO
Museo Storico Italiano della Guerra
0464 438100
info@museodellaguerra.it
Laboratorio di Storia di Rovereto
labstoriarov@gmail.com