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SGUARDI D’AUTORE SULLA PRIMA GUERRA MONDIALE: A TRENTO DUE MOSTRE FOTOGRAFICHE PER IL FILM FESTIVAL DELLA MONTAGNA

Le mostre “Attesa. Sul fronte dolomitico della Grande Guerra” di Fabio Pasini e “La Guerra Bianca. 1915-1918. Vivere e morire sul fronte dei ghiacciai alpini” di Stefano Torrione ripercorrono i luoghi teatro degli scontri del Primo conflitto mondiale

La guerra bianca

La 64. edizione del Trento Film Festival si svolge a Trento dal 28 aprile all’8 maggio e anche quest’anno si caratterizza per numerosi appuntamenti di grande richiamo, con tanti nomi celebri del mondo dell’alpinismo, del cinema, della cultura e dello spettacolo e per un programma cinematografico di altissimo livello, con 108 film selezionati, di cui 23 a concorso, su un totale di oltre 500 opere iscritte.

Oltre alla programmazione cinematografica il Film Festival propone incontri alpinistici, mostre, spettacoli, la rassegna internazionale dell’editoria di montagna “MontagnaLibri”, il “Parco dei mestieri” per le famiglie e i ragazzi. Un calendario fitto e variegato di iniziative che avrà come filo conduttore la grande avventura e il rapporto uomo-ambiente.

Proprio questo rapporto complesso e sfaccettato è quello che emerge dalle mostre fotografiche di due autori italiani, Fabio Pasini e Stefano Torrione.

In “Attesa. Sul fronte dolomitico della Grande Guerra” (Officina dell’autonomia, 28 aprile-8 maggio), Pasini espone immagini in bianco e nero realizzate con il foro stenopeico, un piccolo foro attraverso il quale la luce impressiona la pellicola con un tempo lungo di posa che ha permesso di cogliere la bellezza e insieme la drammaticità delle cime, teatro dei combattimenti.

 Stefano Torrione presenta “La Guerra Bianca. 1915-1918 Vivere e morire sul fronte dei ghiacciai alpini” (Palazzo delle Albere, 5 maggio – 25 settembre) una mostra realizzata con National Geographic Italia che ripercorre i luoghi più estremi in cui fu combattuta la Prima guerra mondiale: ghiacciai, campi innevati, cime scoscese lungo tutto l’arco delle Alpi trentine, dallo Stelvio alla Marmolada passando per l’Ortles, il Cevedale, l’Adamello.