Attenzione! Abilita i javascript nel tuo browser per una completa visualizzazione del sito

IL CONVEGNO "ARCHIVI MILITARI FRA OTTOCENTO E NOVECENTO. RICOGNIZIONI E ACQUISIZIONI"

Archivi militari

Nel contesto delle iniziative per la ricorrenza del centenario della Grande Guerra, la Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento ed il Museo storico italiano della guerra, in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler, propongono un convegno incentrato su un tema poco noto, e nello stesso tempo centrale per ricostruzione di quel fondamentale periodo storico: le fonti d’archivio militari fra Ottocento e Novecento nel territorio di confine italo-austriaco.
Oggi alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti il soprintendente Franco Marzatico con il direttore dell'Archivio provinciale Armando Tomasi, e il presidente del Museo della Guerra Alberto Miorandi, con il provveditore Camillo Zadra.

Mentre il soprintendente Marzatico ha definito la storia di questi archivi "molto intrigante, la base del nostro sapere", il presidente del Museo Miorandi ha spiegato che "questi archivi non hanno solo un significato tecnico-militare, ma vanno considerate anche le ricadute sui nostri territori dal punto di vista economico, sociale, storico", quindi il provveditore Camillo Zadra ha parlato di "recupero, studio e messa a disposizione del materiale, grazie a una nuova generazione di storici". Infine il direttore dell'Archivio provinciale Armando Tomasi ha illustrato nel dettaglio il convegno che si aprirà domani al Museo storico italiano della Guerra di Rovereto e che rappresenta "la sintesi di un lavoro durato vent'anni, durante il quale abbiamo digitalizzato più di 110.000 documenti e migliaia di mappe e documenti cartografici, il passo successivo sarà quello di renderli accessibili a tutti gli effetti e non solo all'utilizzo 'istituzionale' degli uffici di tutela".
Nel corso degli ultimi dieci anni la Soprintendenza per i beni culturali, tramite il suo Ufficio beni archivistici, librari e archivio provinciale, con la collaborazione del Museo Storico Italiano della Guerra e della Fondazione Bruno Kessler, ha promosso importanti progetti mirati al censimento, al riordino, alla descrizione inventariale e in parte anche alla acquisizione in copia di fondi archivistici prodotti - fra Ottocento e Novecento - dalle autorità militari austroungariche e italiane.
Questi archivi, oggi conservati presso l’Archivio di Stato di Trento, l’Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio di Roma e l’Österreichisches Staatsarchiv, Abt. Kriegsarchiv di Vienna, rappresentano fonti di notevole importanza sull’attività della giustizia militare e del Genio militare in tempo di pace e di guerra, nonché sull’attività di controllo sui soggetti politicamente sospetti espletata durante la Grande Guerra dal Kriegsüberwachungsamt (Ufficio di sorveglianza di guerra).
Con il Convegno "Archivi militari fra ottocento e novecento. Ricognizioni e acquisizioni”, che si terrà il giorno giovedì 12 maggio presso il Museo storico italiano della guerra a Rovereto, si intende presentare un primo bilancio sul lavoro finora svolto nello specifico ambito delle fonti militari austroungariche e italiane e divulgarne i risultati, evidenziandone anche l’importanza quali fonti per lo studio della storia trentina tra Ottocento e Novecento.
Alcuni interventi richiameranno inoltre l’attenzione su altri fondi archivistici prodotti da autorità militari finora poco conosciuti, ma ciò nonostante di grande interesse non solo per lo stretto ambito locale.
Il programma del Convegno è diviso in due sessioni, che vedono la partecipazione di esperti italiani ed austriaci: la prima è dedicata agli archivi dei tribunali militari e di sorveglianza politica e delinea il quadro sia dal punto di vista storico-istituzionale sia dal punto di vista archivistico; la seconda affronta il tema degli archivi del Genio militare ed esamina la situazione documentaria dei due opposti schieramenti, quello italiano e quello austriaco.
Il Convegno si propone quindi di sintetizzare quanto fino ad ora prodotto in termini di analisi, individuazione e studio di fonti documentarie tanto importanti per la ricostruzione di un periodo storico cruciale non solo per il nostro territorio ma anche per l’Europa intera, quanto poco conosciute e poco utilizzate dalla ricerca storiografica, in ragione anche della difficoltà di accesso e della relativa scarsità di strumenti inventariali disponibili. In questo senso le attività promosse dalla Soprintendenza per i beni culturali e dal Museo storico italiano della guerra per il recupero in copia di materiale archivistico costituiscono un valido strumento per gli studiosi che vogliano cimentarsi nello studio di questi appassionanti argomenti.

Comunicato Ufficio Stampa PAT del 12 maggio 2016