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IN GUERRA SUL MONTE BALDO: IL 3 MARZO INAUGURA LA MOSTRA FOTOGRAFICA AL MUSEO DELLA GUERRA DI ROVERETO

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Venerdì 3 marzo, alle ore 18, il Museo della Guerra di Rovereto inaugurerà nel Torrione Malipiero la mostra di fotografie dal titolo "In guerra sul Monte Baldo".

Nella stessa occasione sarà presentato il diario di guerra di Alessandro Silvestri, Piccole memorie. Diario di guerra e di prigionia. Trentino, Carso, Serbia edito in queste settimane dal Comune di Brentonico e dal Museo della Guerra.

Silvestri, musicista e organista originario della Valpolicella, dapprima combatté sul Baldo tra Malcesine e la Vallagarina, per finire poi sul Carso dove fu fatto prigioniero dagli austriaci che lo internarono a Belgrado.

Alla presentazione interverranno la nipote di Silvestri, Loreta Morandini, e rappresentanti dell’amministrazione comunale di Brentonico.

Nota ai più per gli scontri di Doss Casina e Doss Remit cui parteciparono un gruppo di futuristi arruolati nel Battaglione Volontari Ciclisti e Automobilisti, la guerra sul monte Baldo tra il 1915 e il 1918 fu certamente meno intensa rispetto a quella combattuta su altri fronti, un teatro “minore” rispetto al Carso e all’Isonzo, al Pasubio e allo Zugna. Fu però un’area di grande importanza strategica, in quanto sulle sue pendici e sulla sua sommità, abbandonate dagli austro-ungarici nel corso del 1915 e occupate negli stessi mesi dalle truppe italiane, furono posizionate un grande numero di artiglierie capaci di colpire un ampio settore di territorio: dalla Valle di Ledro al monte Brione, allo Stivo, allo Zugna. Ancora oggi si trovano tracce di quelle postazioni in numerose località del massiccio.

Nel 1918, nella parte settentrionale del Baldo – nella zona di Dosso Alto, un piccolo rilievo posto sopra il lago di Loppio – combatterono a fianco delle truppe italiane reparti composti da volontari di nazionalità ceca e slovacca che avevano disertato dall’esercito austro-ungarico. Alcuni di loro, catturati dagli austriaci nel corso delle operazioni, furono impiccati come disertori passati al nemico. Ancora oggi lo scontro di Doss Alto è ricordato negli annali di storia dell’indipendenza delle Repubbliche ceca e slovacca come una delle quattro battaglie che accompagnarono la nascita del nuovo stato cecoslovacco.

Le foto selezionate, provenienti dall’Archivio fotografico del Museo, sono relative al trasporto e al posizionamento delle bocche da fuoco, agli effetti dei bombardamenti, alle precarie condizioni di vita e di lavoro dei militari, all’evacuazione dei profughi, agli eventi che coinvolsero i futuristi e i volontari ceco-slovacchi.

La guerra fu qui come su tutti gli altri fronti un alternarsi di pericoli e di fatiche che i soldati descrissero con accenti al tempo stesso uguali e diversi. Una guerra spesso subìta, mal sopportata e odiata, come racconta nei suoi diari Alessandro Silvestri, le cui parole accompagnano le immagini in mostra.

La mostra sarà visitabile dal 4 marzo all’11 giugno 2017
dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18

INFO

Museo Storico Italiano della Guerra
www.museodellaguerra.it
info@museodellaguerra.it
0464 438100