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“SEGNI DISTINTIVI”: PUBBLICATO IL NUOVO CATALOGO DELLA COLLEZIONE DI KAPPENABZEICHEN DEL MUSEO DELLA GUERRA DI ROVERETO

Segni distintivi

Esiste un vasto settore dei materiali di propaganda austro-ungarica nella Prima guerra mondiale che i collezionisti conoscono ma che è in gran parte ignoto agli studiosi di storia della Grande Guerra. Si tratta delle migliaia di distintivi propagandistici (Kappenabzeichen) prodotti negli anni 1914-1918 che vennero comprati e indossati dai civili e dai soldati.

Questo catalogo costituisce un approccio organico e sistematico alla materia e propone una classificazione accurata, secondo criteri omogenei, basata su un numero significativo di pezzi.
Trovano infatti descritti circa 1.800 esemplari, che rappresentano la collezione del Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto, recentemente arricchita dalla corposa donazione di oltre mille pezzi da parte di Alberto Lembo, autore del volume.

Il criterio di presentazione adottato nel catalogo ricalca l'ordinamento delle forze armate austro-ungariche, con scheda descrittive dedicate ai diversi reparti.
Di ogni distintivo viene presentata un'immagine, una scheda tecnica (con il materiale in cui è stato prodotto, le dimensioni e il peso, il sistema di attacco, il produttore, il fabbricante, il disegnatore e gli eventuali marchi), una descrizione del pezzo e del reparto a cui si riferiva.
L’opera, la cui redazione è stata curata dal Museo, è corredata da numerose immagini inedite provenienti dal suo Archivio fotografico.

I Kappenabzeichen erano distintivi non regolamentari di tipo propagandistico e commemorativo; vennero coniati per ricordare i successi dei reparti e mantenere vivo lo spirito di corpo, infondere nei soldati la convinzione della loro superiorità sull’avversario, celebrare le alleanze e la fedeltà all’Impero e ai suoi sovrani, incitare l’esercito e la popolazione civile contro il nemico.
Durante la guerra se ne vendettero un numero incalcolabile di esemplari allo scopo di finanziare l’assistenza alle vedove, agli orfani, ai profughi e agli invalidi.
I Kappenabzeichen non costituivano parte integrante dell’uniforme, ma erano portati a tutti i livelli di grado e, col tempo, diventarono un “medagliere ricordo” dei fronti dove il militare aveva combattuto o dei reparti di cui aveva fatto parte.

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