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MILITE IGNOTO RITROVATO IN TRENTINO NEL 2015: A GIUGNO LA SEPOLTURA AL SACRARIO DI ROVERETO

Nell'estate del 2015 i resti del corpo di un soldato caduto durante la Grande Guerra sono stati ritrovati in Trentino, sotto la Cima di Costabella, tra la Marmolada e il Passo San Pellegrino. A giugno i resti verranno tumulati a Rovereto...

Alta via Bepi Zac_nei pressi di Cima Costabella

Nell'estate del 2015 i resti del corpo di un soldato caduto durante la Grande Guerra sono stati ritrovati in Trentino, sotto la Cima di Costabella, tra la Marmolada e il Passo San Pellegrino.

Qualche giorno fa, in un articolo apparso su Repubblica, Paolo Rumiz riferiva che a due anni dal ritrovamento le spoglie del soldato non hanno ancora trovato sepoltura. I resti, depositati presso la caserma dei Carabinieri di Moena sono in attesa del nulla osta del Minstero della Difesa per la sepoltura ma l’iter burocaratico non è mai andato a buon fine.

La notizia è stata verificata dal presidente della Provincia autonoma di Trento Ugo Rossi con un colloquio con alcuni funzionari del Ministero della Difesa, a cui spetta la gestione della vicenda. 
“L’idea che sta maturando – ha detto Rossi – è quella di tumularlo presso il Sacrario Militare Castel Dante di Rovereto il prossimo 17 giugno, quando è previsto un incontro Italo-Austriaco in ricordo dei caduti”.

IL RITROVAMENTO
A cento anni dall’inizio della guerra italo-austriaca, nel 2015, la montagna aveva restituito i resti quasi intatti di un giovane soldatoin prossimità della cresta di Costabella in val di Fassa.

Protagonista del ritrovamento Livio De Francesco di Moena, presidente dell’associazione “Sul fronte dei ricordi” che cura a Someda un museo di cimeli e reperti provenienti dal settore di fronte Costabella-Cima Bocche.
Si tratta di un soldato italiano: in questo settore del fronte era schierata la 56esima divisione, ed i resti delle calzature, le munizioni e la bomba a mano modello Sipe ritrovati nei pressi del corpo paiono fugare tutti i dubbi.
E’ probabile che il giovane soldato del Regio esercito sia morto negli attacchi del giugno-luglio 1915, in cui i comandi italiani cercavano di attestarsi sulle cime e le creste più alte che controllavano la Val Cordevole e potevano aprire un eventuale passaggio di avanzata verso il Brennero.