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IN MEMORIA DELL'ALPINO RODOLFO BERETTA, NATO IL 13 MAGGIO 1886

Rodolfo Beretta

Il senso di una vicinanza e di un ricordo congiunto, in un momento così particolare come quello dell’adunata è il più giusto riconoscimento, anche se tardivo, del sacrificio dell'alpino Rodolfo Beretta, caduto sulle montagne trentine a solo trent’anni per una valanga, nel novembre 1916. Il Presidente Ugo Rossi ha ricordato oggi in Sala Trentino del palazzo della Provincia il significato profondo della memoria che, per una serie straordinaria di coincidenze, è stato possibile nel giorno che sarebbe stato il compleanno del giovane soldato, assieme a Sergio Gianni Cazzaniga, sindaco di Besana in Brianza, il paese natale di Rodolfo Beretta e al presidente dell'Associazione Nazionale Alpini (ANA) Sebastiano Favero e a quello di ANA Trentino Maurizio Pinamonti. "Il dovere che abbiamo di onorare i caduti e pensare a quanto hanno sofferto, ripercorrendo le loro storie, deve sempre farci tenere presente che il valore da preservare è quello della pace" ha detto il presidente Rossi.
Il direttore dell’Ufficio beni archeologici della Provincia autonoma di Trento, Franco Nicolis, ha ricordato che, grazie ad un lavoro condiviso con molte altre istituzioni, in primis il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti del Ministero della Difesa (Onorcaduti), è stato possibile ridare un nome ad un soldato che altrimenti sarebbe rimasto per sempre disperso nelle nebbie della grande storia. Attraverso dei detriti o quelli che apparentemente sono stracci è invece possibile per un archeologo ricostruire la storia, che mette in comunicazione le persone, in un incontro di vite attuali e di vite spezzate.
Per Onorcaduti era presente il direttore del Sacrario Militare di Asiago, Tenente Colonnello Giuseppe Margoni, che ha ringraziato la Provincia autonoma di Trento per la sensibilità e la competenza dimostrate nel recupero e nelle fasi di riconoscimento della salma e ha ricordato la singolarità dell'aver potuto identificare il caduto dopo oltre 100 anni. A fronte di 10-20 ritrovamenti all'anno di soldati morti durante la Grande Guerra, è infatti difficilissimo ed emotivamente importante poter restituire alle braccia delle famiglie e delle comunità i resti dei caduti.

Comunicato Ufficio Stampa PAT del 13/05/2018